Chi di voi, suo malgrado, l’utilizza, o
meglio, cerca di farlo???
Dovete sapere che il sopra citato, è oramai un complemento d’arredo nella mia
cucina, tanto che nel comperarne una nuova, fra le varie posizioni per
elettrodomestici ad incasso, si è dovuto valutare un apposito spazio per
l’aggeggio.
La pratica richiede sforzi fisici disumani, ma anche un certo equilibrio
mentale. Sotto gli otto mesi di età la cosa è tutto sommato ragionevole, basta
riuscire a mantenere le braccine del pargoletto ferme, e di solito una mano
basta. Ma se il vostro piccino è un piccolo Hulk, vi dovrete già rimettere
alla istruzioni illustrate qui di seguito.
Dopo l’anno e fino ad un età da noi detta dei compromessi (sicuramente
abbondantemente dopo i due anni), l’unico modo per tener ferma l’anguilla
… ops … scusate volevo dire il bambino, è appunto un gioco di braccia/gambe
durante il quale vi troverete annodate al piccoletto. L’unico accorgimento è
quello di riuscire ad avere una mano libera per tenere la mascherina sul viso
del babbuino …ehm, volevo dire del bambino.
Intorno ai tre anni solitamente si puo’
tentare di ragionare e provare ad inventarsi qualche piccolo premio per
ricompensare lo sforzo fatto: caramelle, ovetti ,cioccolatini, giochino,
soldi,assegni in bianco…insomma qualsiasi cosa basta che ti fai sto’ cacchio
d’aerosol!!!!!!
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DAL MANUALE
Consigli semi seri:
L'aerosol ad ultrasuoni è genericamente più veloce e silenzioso rispetto a
quello a pompa (il che per il bimbetto fa una bella differenza), ma non mostra
significativo vantaggio in termini di efficacia nella nebulizzazione. Di contro,
quello a pompa è più economico (e fa una bella differenza per noi), facile da
usare e da pulire.
Bisogna inoltre tenere conto che se si utilizza un aerosol ad ultrasuoni i
farmaci a sospensione e i cortisonici non vengono correttamente nebulizzati.
Contrariamente a quanto si possa pensare, il migliore risultato con l'aerosol si
ottiene respirando lentamente, senza forzatura (seeee una parola, quello strilla
come se lo stessi scuoiando). Infatti se il flusso dell'aria è troppo rapido,
la maggior parte del farmaco finisce sulle pareti delle prime vie aeree e non
arriva dove serve, cioè ai bronchi piu' piccoli ( “amore io ti slego, solo se
tu adesso respiri correttamente dal naso, va bbbeneee???”). Utile, invece,
insegnare a trattenere un attimo il respiro dopo l'inspirazione, in modo da
facilitare la deposizione di farmaco nei polmoni... (Va bhe ragazzi allora ci
volete umiliare come faccio a spiegare al piccoletto di 3 anni che in questo
momento mi sembra posseduto, che oltretutto dovrebbe pure trattenermi il
respiro?!)
Daniela
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