L’autismo in un video: ecco cosa prova un ragazzo che ne soffre

autismoIn rete sta circolando un video di appena 60 secondi che mette in mostra le principali sensazioni provate da un ragazzo autistico: il video realizzato dalla National Autistic Society vuol far provare a chiunque anche solo 1 minuto di vita vissuto da un ragazzo che soffre di autismo. Tutto inizia da una goccia che cade nel lavandino e prosegue con le dita che tamburellano su una tazza, con le sirene della polizia che fanno da eco in lontananza e con delle piastrelle su cui sfoggiano disegni geometrici che cambiano in continuazione.

Tutte sensazioni esasperate, insomma, destinate a creare ciò che in gergo prende il nome di “sovraccarico sensoriale”. Perchè è questo il peso che le persone affette da disturbi dello spettro autistico si ritrovano a dover sorbire e che, per forza di cose, hanno difficoltà a gestire in maniera ordinata: rumori che si susseguono tra loro, suoni che interrompono la quiete, luci che cambiano forma all’ambiente e odori che distolgono l’attenzione creano un ambiente all’interno del quale la confusione regna sovrana.

Dobbiamo sapere infatti che il cervello di una persona “normale” lavora con gli stimoli sensoriali ed è solito dare una priorità a tutte queste informazioni che riceve. In genere siamo soliti rispondere a questi dati con pensieri, con sentimenti o mettendo in atto delle reazioni perchè abbiamo tutti i ricettori al posto giusto per far sì che che lo scambio continuo di informazioni tra noi e l’ambiente possa aver luogo in maniera ordinata. Persone che soffrono di disturbi dello spettro autistico, invece, provano enormi difficoltà nel gestire queste sensazioni tipiche del vivere quotidiano e rischiano infatti di diventare stressate o iper ansiose anche dinanzi a fenomeni per noi del tutto normali (se non quasi ininfluenti).

Il video Autism and sensory sensivity vuol proprio rimarcare queste differenze e provare a far capire a chiunque quanto difficile possa essere la vita di una persona autistica. Perchè se c’è una certezza, è che da molti anni a questa parte si è soliti parlare molto di autismo senza neanche aver appreso sul serio ciò che questa parola rappresenta.

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