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Tolto che i
capricci sono una manifestazione che noi cerchiamo in tutti modi possibili ed
impossibili di debellare, sono anch’essi una maniera per crescere e, se un
bimbo non facesse i capricci, noi staremo sicuramente meglio, ma lui non sarebbe
senz’altro normale.
Dal
vocabolario:
CAPRICCIO: voglia, fantasia improvvisa, irragionevole, di breve durata, bizza.
Abbiamo
scoperto che con la teoria andiamo fortissimo, quello che ci frega un po’ è
la pratica.
Insomma non possiamo dire sempre no, anche se una richiesta per noi, può
sembrare irragionevole, pure noi qualche capriccio ce lo toglieremo!!! Ma noi li
facciamo ancora i capricci?
Onestamente se io potessi i piedi ogni tanto li pesterei volentieri, e magari
pure qualche bella lagna, se sapessi veramente che il mio interlocutore può
decidere, per il sì o per il no a sua discrezione.
La parte più difficile sta nel resistere e perseverare nel no.
Tipiche
lagne da capricci:
--> La
minestra scotta, la minestra non mi piace, è troppo densa, ora è troppo
liquida, ma manca il formaggio, ora ce n'è troppo, ci posso mettere dentro la
ricotta, voglio l'olio, ma è fredda, la minestra non mi piace e non la
mangio....SPLASH (la mamma la mette per cappello alla figlia) La figlia assaggia
la minestra che cola dai capelli....UMH....buona! La voglio!
--> Le 100 chiamate prima della nanna: mi rimbocchi la coperta, ho sete, mi
è caduto il coniglio, ho bisogno di soffiarmi il naso, voglio darti un altro
abbraccio...
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--> Capricci
per i vestiti: dopo aver accuratamente preparato i vestiti per il mattino
seguente, abbinando ogni sorta d’incredibile colore e assortimento di
magliette, esauste cediamo per sfinimento, non c’è verso di fargli/le capire
che non si puo’ mettere le bermuda il 2 di febbraio, (ma siccome le ha viste
dentro l’armadio!!!). La mattina seguente immancabilmente ha cambiato idea è
vorrebbe vestirsi da Zorro o da Fatina..ma carnevale è finito siamo al 2 Agosto
è dovrebbe mettersi ‘ste cacchio di bermuudaaaaaaaaaa
--> “Tutti vanno in piscina ci voglio andare pure io..ci voglio andare, ci
voglio andare, ci voglio andare”. Fatto. Iscritto in piscina perché pensavamo
d’avere in casa un Luca Baldini in miniatura ( campione del mondo ’02 nella
5 Km.) “NOOOOOOOOOOO, LA PISCINA NO, NON CI VOGLIO ASSOLUTAMENTE ANDARE, A ME
PIACE IL TENNIS”, Il mio bel Panatta degli stivali!!!
Sostanzialmente
i bambini per la maggior parte delle volte, quando fanno i capricci non sanno
cosa vogliono, assecondarli in tutto è controproducente e rischiamo di crescere
un TIRANNOsauro.
Necessita mettere dei paletti, alcune volte pure ponti levatoi, fossati con
coccodrilli, trincee di filo spinato se fosse necessario, insomma “questa è
casa mia è qui comando io”, ha ancora il suo perché.
I genitori siamo noi, il ’68 è finito finalmente possiamo riappropriarci del
nostro diritto all’educazione.
Daniela
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