Carenza di calcio nei bambini: cause, sintomi e cure

zuccheri nei bambini

Il calcio è uno degli elementi più importanti per la crescita dei bambini. In fondo è proprio grazie alla sua presenza che le ossa riescono a svilupparsi come dovrebbero e a sostenere quindi una crescita corretta. Inoltre il calcio è essenziale anche per il buon funzionamento dei muscoli, del sistema nervoso e del cuore. Per non dimenticare poi che una massa ossea in salute nell’età adulta dipende proprio da quanto calcio si è assunto durante l’infanzia e l’adolescenza.

Per capire se i bambini stanno soffrendo di una carenza di calcio, dobbiamo sapere che i sintomi più frequenti in casi come questi sono insonnia, nervosismo ingiustificato, tremore, bassa frequenza cardiaca, crampi e/o dolori muscolari, pressione bassa, convulsioni, movimento a scatto degli arti e occhi tremanti.

Ma come mai un bambino può risultare carente di questo sale minerale? A dire il vero le cause possono essere molte, tra cui: mancanza di ossigeno durante il parto, diabete materno durante la gravidanza, ipotiroidismo congenito, nascita prematura, carenza di vitamina D che compromette l’assorbimento di calcio, sindrome di George (che è legata a un difetto cromosomico), alimentazione errata (magari con del latte artificiale non adeguato all’età del piccolo), o utilizzo di farmaci che possono portare a ipocalcemia (si veda ad esempio il caso della gentamicina).

Appurati i sintomi e le cause che stanno dietro la carenza di calcio, vediamo ora di capirci qualcosa di più in merito alle cure che possono essere prese in considerazione! Ebbene, da questo punto di vista occorre sapere che esistono diverse vie percorribili: prediligere latte con aggiunta di calcio, allattare al seno ed esporre maggiormente il bambino all’azione della luce solare chiaramente con l’ausilio di una protezione per la pelle (la luce del Sole infatti aumenta i livelli di vitamina D che a sua volta è implicata nel processo di assorbimento di calcio).

La soluzione predominante, tuttavia, passa per una rivisitazione dell’alimentazione, perché spesso è proprio qui che ha origine il problema.

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