Come affrontare i capricci di un bambino?

pianto nei bambini

Quasi tutti i bambini fanno i capricci e non sempre sono obbedienti. È un dato di fatto. Insegnanti e genitori fanno un ottimo lavoro nel trovare modi per combattere questi comportamenti. Ogni mamma ha i suoi metodi per mettere in riga il proprio bambino, che vanno dalle punizioni a premi per il buon comportamento.

Il livello di obbedienza dei bambini varia spesso: in linea generale, sono tutti gentili, buoni, affettuosi ma essa è una variante imprevedibile. A volte, i loro capricci si manifestano in situazioni comuni, come durante i pasti oppure durante i compiti.

Alcuni psicologhi infantili consigliano di utilizzare una specie di tecnica della carota e del bastone. In che modo? Spiegare al bambino che d’ora in poi, per ogni buona azione, otterrà un cerchio verde; di contro, uno rosso per un comportamento cattivo. Alla fine della settimana, se quelli verdi superano quelli rossi, allora il bambino otterrà un premio; contrariamente, non avrà nulla.

Non mancheranno certamente gli episodi di insofferenza del bambino verso questa nuova tecnica comportamentale. I capricci e le urla isteriche saranno inizialmente molto frequenti per quei cerchi rossi collezionati, ma bisogna tener duro e andare avanti su questa strada. I bambini sono duri nell’apprendimento, ma non stupidi: alla lunga capiranno che, per evitare i cerchi rossi, devono comportarsi bene.

Col passare dei giorni, i risultati cominceranno a farsi vedere: se nei primi tre i cerchi sono prevalentemente rossi, nei seguenti lo saranno sempre meno. Dopo una settimana, il verde risplenderà quasi completamente. Il bambino comincerà a comportarsi sempre meglio, i suoi capricci diventeranno più rari, così come gli scatti d’ira. Imparerà anche a risistemare i giocattoli, a rifarsi il letto, a pulire.

Naturalmente, i risultati positivi non devono creare l’illusione che il bambino sia diventato un angioletto. Bisogna continuare su questa strada per almeno un mese; poi, raggiunto in pieno l’obiettivo, fermarsi e constatare se ha imparato la lezione, nonostante i cerchi rossi e verdi non ci siano più. Insomma, il comportamento del bambino deve essere assolutamente abitudinario.

Però, prima di procedere con questo esperimento, bisogna stabilire col bambino quali siano i limiti per non ottenere un cerchio rosso ed in quali casi verrà applicato il cerchio verde.

Per concludere, esplorando diversi metodi di educazione, il concetto generale è che la comunicazione con i bambini dovrebbe essere estremamente onesta. Una mamma non dovrebbe promettere mai ciò che non può poi mantenere, e se una promessa viene fatta bisogna mantenerla, altrimenti il ​​bambino smetterà di fidarsi e imparerà ad imbrogliare. Nel comunicare con i bambini, la fiducia è un filo molto fragile, ma è la chiave per una buona relazione.

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