Dramma immigrazione: madre si ricongiunge al figlio dopo mesi

Bahoumou Totopa

Una donna africana si è ricongiunta con il figlio di 4 anni in Spagna dopo che entrambi avevano raggiunto il paese in barche separate e sono stati tenuti separati senza contatto per mesi. Un avvocato che ha portato il caso alla Corte europea dei diritti dell’uomo ha detto che la 33enne Bahoumou Totopa e suo figlio, Abdramane Aziz Cisse, si sono poi incontrati a Melilla. Il ragazzo era stato affidato ai servizi sociali.

Il ricongiungimento è arrivato dopo che il tribunale europeo ha interrogato il governo spagnolo il mese scorso sul perché non avesse permesso a madre e figlio di ricongiungersi nonostante il grado di parentela fosse stato confermato. L’avvocato Teresa Fernandez ha detto che la riunione è andata bene anche se Totopa, che viene dalla Costa d’Avorio e parla francese, ha avuto difficoltà a comunicare con suo figlio.

“All’inizio era molto nervosa, ma ora è estremamente positiva”, ha detto Fernandez su Totopa, che ha rifiutato di essere intervistata dopo il ricongiungimento con suo figlio. “Dice di voler imparare lo spagnolo il più presto possibile.”

L’ultima volta che Totopa vide suo figlio fu circa sette mesi fa, quando lui e la sorella minore partirono insieme alla madre dalla costa del Marocco su due gommoni diversi per attraversare il Mediterraneo. La zia del ragazzo quasi annegò durante il viaggio e fu portata in un ospedale a Melilla dopo che le autorità spagnole trovarono la loro barca. Abdramane è stato ospitato in un centro per bambini emigranti a Melilla, mentre le autorità hanno condotto dei test genetici.

Totopa li aveva seguiti su un’altra barca e finì nella Spagna peninsulare dopo un’operazione di salvataggio sul Mediterraneo. Impossibilitata a tornare indietro attraverso lo stretto fino a Melilla, ha fornito documenti e campioni di DNA per dimostrare che lei era la madre di Abdramane.

Le autorità di Melilla hanno permesso loro di comunicare tramite videoconferenza per la prima volta alla fine di ottobre, dopo che il tribunale europeo ha messo in dubbio la gestione del caso da parte del governo spagnolo. La necessità di coinvolgere la Corte europea “è un segnale che in Spagna esiste una discriminazione diffusa nei confronti di donne, emigranti, di origine africana e in una situazione amministrativa irregolare”, ha affermato Fernandez.

Decine di migliaia di rifugiati e emigranti fanno viaggi pericolosi per cercare una vita migliore in Europa, ma migliaia annegano ogni anno nel tentativo. Le donne ed i loro bambini sono particolarmente vulnerabili, come dicono le Women’s Link Worldwide, perché spesso diventano vittime di tratta di esseri umani che li sottopongono allo sfruttamento sessuale o ad altre forme di lavoro forzato.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *