Gravidanza: il bambino sente e ricorda i suoni dal pancione?

feto-suoniMolte neomamme sono solite porsi una domanda: ma il feto riconosce i rumori che gli ruotano attorno? Secondo diversi studi sembra proprio di sì, il feto sarebbe effettivamente in grado di udire i rumori digestivi e cardiaci e successivamente anche la voce dei suoi genitori! E’ perciò molto importante parlare al bambino sin da quando si trova nel pancione, poiché in questo modo avrà tutto il tempo che gli è necessario per memorizzare fino a fondo i suoni che diverranno per lui cari e riconoscerli poi dopo la nascita.

Il bambino sente i suoni nel pancione? E se sì, come e da quando?

Numerosi test hanno dimostrato che il cervello umano nella fase fetale vive il cosiddetto “apprendimento uditivo”, una condizione che permette al nascituro non solo di riuscire a percepire quanto gli sta attorno ma che gli è utile anche (e soprattutto) per prevenire deficit del linguaggio come ad esempio la dislessia. Le ricerche scientifiche, su questo fronte, hanno appurato che i suoni percepiti dal feto all’interno dell’utero abbiano un grande potere: quello di influenzare il corretto sviluppo del cervello e di affinarne le capacità linguistiche

Il bambino avrebbe i “requisiti” sufficienti per arrivare a percepire i suoni esterni a partire dalla ventisettesima settimana di gestazione. Ecco perchè molti esperti di settore ma anche le care vecchie nonne sono solite consigliare alle neomamme di parlare al pancione! Di accarezzarlo, confidargli segreti, ambizioni e proferirgli parole rassicuranti. In questo modo la corteccia uditiva diverrà più sensibile e stimolerà beneficamente la crescita del sistema nervoso. Ma così, soprattutto, il bambino riconoscerà la nostra voce una volta uscito fuori dal grembo!

In realtà l’ambiente in cui il futuro nascituro vive è già di suo piuttosto ricco di suoni: pensiamo anche solo al fatto che tra battito cardiaco, fluire sanguigno, rumori di stomaco e intestino, il feto ha praticamente innumerevoli occasioni per ascoltare tutto quel che accade nei dintorni. Ma è inevitabile credere che il suono che gli risulterà più piacevole finirà per essere quello dei suoi genitori!

A tal proposito ci sentiamo di consigliare un test che al di là delle semplici parole rivolte al pancione, sembrerebbe particolarmente efficace per farci riuscire a capire cosa prova il nostro bambino sul fronte dei suoni. L’esperimento consiste nel rilassarsi in una vasca da bagno, nell’immergere le orecchie nell’acqua e nell’ascoltare tutti i rumori che percepiamo nei dintorni. Naturalmente questi suoni appariranno a dir poco attuiti, ma è fondamentalmente questa la sensazione che il piccolo sta provando nel pancione: suoni che sì, ci sono, ma che riescono a farsi sentire solo in maniera un po’ ovattata.

Il feto percepisce i suoni: ecco perchè l’umore importante

Dal momento in cui il feto riesce a percepire i suoni e il bambino che uscirà fuori risulterà persino capace di ricordarseli, è fondamentale trattare anche solo per un attimo l’aspetto delle emozioni. D’altra parte pensiamoci un attimo: se il bambino nel pancione percepisce senza particolari problemi il mondo che sta prendendo forma al di fuori di quella “barriera”, non crediamo che possa finire con l’assorbire anche le emozioni, le sensazioni e gli stati d’animo propri di quel mondo?

Assolutamente sì, ed è sostanzialmente questa la ragione per la quale alle donne in gravidanza si è soliti consigliare nove mesi di totale relax, all’insegna della serenità e della pazienza. Un bambino che si sta sviluppando in un ambiente pieno di rancore, avversità e tensione non potrà che far suoi questi spiacevolissimi elementi: in quella fase è un po’ come una spugna laddove assorbe tanto il buono quanto il cattivo che gli si presenta davanti. Parlargli con amore, rassicurarlo, elogiarlo e coccolorarlo è in definitiva la migliore delle maniere per aumentare le possibilità che possa venir fuori un bambino che sappia cos’è l’affetto.

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