Ci
sono cose che non riusciamo a spiegarci, ci sono cose che non riusciamo a
capire, tra tutte queste miriade di cose - e vi assicuro che almeno per quanto
mi riguarda sono molte - c’è l’influenza.
Sì,
l’influenza, avete capito bene!
Quello
che vorrei cercare di comprendere non è come evitarla, quello è compito dei
medici e dei ricercatori.
Quello
che vorrei cercare di capire io è: come si fa a prenderla?
Non
sono impazzita, io bramo dalla voglia di avere una bella influenza tutta per me
con annessi e connessi, un po’ di
mal di gola, tosse, ma più di tutto febbre, che è quella che mi manca da anni.
Una
bella influenza coccolosa dove tutti ti girano attorno riverenti e pendono dalle
tue labbra, una bella influenza con la quale finalmente si può fare la vittima,
facendo anche finta di stare male più di quello che si sta, tanto per far
accrescere un po’ i sensi di colpa altrui.

disegno
di Roberta – Madre Snaturata
Ora,
dopo il mistero di com’è stato possibile costruire la Piramide di Cheope,
dopo il mistero della mitica terra d’Atlantide e, ovviamente dopo il mistero
di come fa a crescere in modo così spropositato il mucchio dei miei panni da
stirare e di come più cresca e più riesca, in ogni caso, a farlo stare sempre
nello stesso spazio.
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Ora,
dopo tutti questi “PERCHE’”, ma ovviamente non per questo all’ultimo
posto della classifica, c’è il mistero di:
“Come
sia possibile che da quando ho una famiglia con figli io non mi prenda mai un
cavolo d’influenza con tutti i germi che circolano in casa nostra?”
Io
non so se sono l’unica a pormi questo atroce dilemma, certo è che in ogni
caso la mia situazione non cambia, sogno la notte di quando stavo a casa da
scuola e mamma mi veniva a rimboccare le coperte, mi portava la colazione a
letto, la spremutina d’arancia e mi pregava di non fare niente e di non
stancarmi…e ora… dico!! E ora niente ... il nulla più totale, sana come un
pesce d’Aprile, come se fossi la donna dalle mille vaccinazioni, e non ne ho
fatta neanche una!!
Le
ho provate tutte:
- Andare
a stendere sul balcone alle undici di sera in mutande con meno cinque di
temperatura.
- Lavarmi
i capelli e asciugarli con il phon ma con l’aria fredda.
- Dormire
con la finestra aperta durante una tormenta di neve.
- Andare
a fare volontariato all’Amedeo di Savoia (noto ospedale Torinese specializzato
in malattie infettive).
Se
anche voi fate parte di questa categoria, non vi resta che la bieca simulazione,
ma anche per questo dovete allenarvi. In più c’è da dire che, ahimè, quando
finalmente avrete la vostra sospirata influenza, vi dovrete tristemente rendere
conto di non poter avere nulla di quello che sospiravate perché, guarda caso,
come per magia, anche con febbre, tosse e mal di gola vi ritroverete a dover
mandare avanti lo stesso la baracca… sicuramente qualcuno all’interno delle
mura domestiche starà peggio di voi!!
Quindi
quando io sento alla televisione una nota pubblicità di un medicinale contro
l’influenza che recita più o meno così: “ Hai l’influenza? Un giorno
a casa dal lavoro, due cene mancate, tre lezioni di tennis saltate, il cinema
addio… invece prendi in Influenzol è tutto passa”. Io a questo punto
dico:
Ma
chi me lo fa fare di rinunciare a tutto questo ben di dio?
Stefy
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