
LA
MAMMA CHIACCHIERONA
La più comune tra il
genere mater di tutte le età, sosta di solito vicino alle
panchine, in gruppi di quattro o più unità del suo stesso genere.
La si vede parlare ininterrottamente con metà delle mamme presenti al
parco. Argomento principale i figli, che vengono portati al parco per
dare modo alle loro madri di riposarsi e rilassarsi.
Spesso escogitano
trucchi di ogni tipo per fare in modo di alzarsi il meno possibile dalle
panchine. Ogni tanto scatta dal suo posto per recuperare il figlio
impegnato in audaci acrobazie o desideroso di tornare a casa da solo,
tutto questo naturalmente senza mai smettere di parlare con le amiche di
panchina. Arriva al parco carica come un mulo, portando con sé ogni
tipo di gioco con la speranza che i figli non rompano troppo le scatole.
Ogni tanto le senti alzare la voce: “Camillo prendi tua sorella che
sta mangiando la terra e portala un po’ qua…”
Se uno dei figli decide
di farsi la doccia sotto la fontanella riconosce che forse si è
distratta troppo a lungo e, mentre spiega il procedimento per cucinare
delle velocissime orate al forno agli ospiti anche dopo un pomeriggio
intero passato al parco, asciuga i capelli e cambia le calze al piccolo.
Quando decide di tornare
a casa inizia ad avvisare i bambini (e se stessa) una buona mezz’ora
prima, e poi tra una chiacchiera e l’altra se ne vanno a casa sempre
per ultime, poiché non oseranno mai farlo senza aspettarsi una con
l’altra, altrimenti mentre percorrono la strada di casa, con chi
parlano?!
Domanda: Ma siete sicure
che siete voi a portare i figli al parco o sono loro che vi ci portano
per farvi stare buone per un po’?

LA
MAMMA ATTACCABRIGHE
Dall’area
apparentemente assente, è invece attenta alle mosse di qualsiasi altro
bambino o adulto che si avvicini a meno di due metri dal figlio e i suoi
occhi mandano lampi di sfida a chi osa solo guardarlo.
Quando riesce ad
intercettare in lontananza un piede che scontra incidentalmente con il
sedere del figlio, riconoscendo il volto del bambino (e li riconosce
proprio tutti) sa esattamente a quale madre appartiene, individua la
sciagurata con lo sguardo, le si avvicina e poi fa fuoco:
PIM! “Scusa, potresti
dire a tuo figlio di non picchiare il mio?”
O se il figlio si
lamenta di un altro bambino PUM! “Oh, se quel bambino si lamenta perché
non lo fai passare sullo scivolo mollagli un pugno e lascia che si
arrangi, non è mica suo!”
E alla signora che
all’entrata le fa notare il cartello con il divieto PAM! “Chi se ne
frega se qui non possono entrare i cani, signora, se lei e suo figlio
avete dei problemi con i cani cambi parco!”
Molto popolare,
nonostante tutto non parla con nessuno perché ha litigato almeno due
volte con tutte le mamme del parco giochi.
PIM,
PUM, PAM! E in poche settimane si crea il vuoto attorno a lei.
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LA
MAMMA ANSIOSA
Classica mamma di figlio
unico, spesso esce accompagnata da una nonna, perché non si sa mai,
quattro occhi sono meglio di due, non intende affrontare troppo
stress tutte da sola. Arriva al parco trafelata, appena terminato di
disinfettare accuratamente tutta la casa,
avvertendo la figlia che si tratterranno non più di dieci
minuti, perché dovranno andare a fare la spesa e dopo a casa a
preparare il passato con la verdura fresca fresca (le vitamine sono
essenziali per una sana crescita). Se la figlia ha già compiuto i tre
anni forse può prendere in considerazione l’eventualità di farla
scendere dal passeggino tenendola però saldamente per una mano. Di
solito cammina un po’ gobba, chinata sopra la testa della
figlia per controllare che non metta il piede su una formica,
perchè potrebbe farla inciampare.
Le sue frasi preferite
sono: “Nonontoccareècacca”; “Nontisederechetisporchi”; “Nocosafaitifaimale”;
“Noncorrerechesudi”.
Praticamente la sola
attività consentita è quella di vagare tra gli altri bambini
chiedendosi perché lei indossa un vestitino di raso e organza bianco
con il pizzo sull’orlo e un cerchietto che le impedisce di chinare
troppo in avanti la testa altrimenti
poi le cade e si sporca, mentre gli altri bambini indossano solo
pantaloncini polverosi di gessetti colorati sul sedere, magliette con
patacche di gelato e caccole e hanno ai piedi un paio di scarpe di gomma
graffiate sulla punta, dall’aspetto estremamente comodo.
La nonna si preoccupa di
recuperare la bambina ogni qualvolta un coetaneo con tosse o raffreddore
le si avvicina troppo, (la prudenza non è mai troppa), mentre la mamma
esorta la figlia al gioco, ma evitando che si avvicini allo scivolo, le
ricorda che qualche bambino molto cattivo potrebbe spingerla giù
dalle scale e rischierebbe di farsi molto male.
La bambina in fin dei
conti è buona e saggia, tanto che decide di tornare sul passeggino per
non correre alcun pericolo.
Domanda: ma che cavolo
ci andate a fare ai giardini?!? 
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LA
MAMMA ASSENTE
Quando arrivate al parco
la vedete seduta su una panchina, in disparte, da sola, immersa nella
lettura di un libro, a quanto pare, molto interessante. Non sembra una
mamma. Ogni tanto alza gli occhi, ma assomiglia piuttosto a una
studentessa che ripassa la lezione prima di entrare a scuola.
Nessuno ci ha mai
parlato perché a tutti dispiace interromperla dalla lettura, nessuno sa
che tipo è.
Ma ecco che vostro
figlio litiga furiosamente con un bambino che gli porta via i giochi,
glieli butta nella spazzatura ghignando soddisfatto. Poi gli molla un
pizzicotto, passa con la bicicletta sopra i gessetti sbriciolandoli e
rovescia le bolle di sapone nella fontana. Cercate di placare la lite e
vi guardate intorno cercando la mamma del bambino in questione. Nel
frattempo il piccolo rompiscatole ha deciso che era ora di fare merenda,
con le patatine di un altro bambino, ma siccome questo si è rifiutato
di dargliele, lui gli sferra un calcio negli stinchi andando via. E’
in questo momento che l’anonima signora immersa nella lettura acquista
un’identità: alza gli occhi e urla: “Denny che succede?” e il
bambino che ha stravolto la pace di mezzo parco pubblico risponde
tranquillamente “ma mamma non mi vogliono far giocare”. La madre
solleva leggermente un sopracciglio (forse, mi sembra, non sono sicura)
e con aria un po’ scocciata snocciola un “State bravi, su….” Al
che riabbassa gli occhi sul libro mentre il figlio ricomincia a pedalare
a cento all’ora sfiorando una manina taglia dodici mesi intenta a
gattonare, molla uno dei due pedali e con il piede rimasto libero tira
un calcio al pallone di un gruppo di bambini nel bel mezzo di un tiro in
porta….
Sulla mamma non sappiamo
dire altro….nessuno è mai riuscito a scambiarci due parole...
Domanda: Ma..alzare un
po’ il culo, ogni tanto? No eh?
LA
MAMMA NON ANCORA MAMMA (DETTA ANCHE SNATURATA)
Solitamente evitata con
orrore dalle mamme "ansiose", il suo “non essere mamma” le
spaventa sempre, ma è ricercatissima dalle mamme “so tutto io”
perché con lei possono dilungarsi in una miriade di consigli non
richiesti.
Dentro la borsa non ha
mai un fazzoletto di carta, ma conta sulle altre mamme, che
prudentemente ne portano sempre un pacchetto di scorta in più. Compra
la merenda al figlio alle 19, quando tutte le altre cercano di cambiare
argomento con i propri figli i quali scalpitano per avere gelati e
patatine
a un passo dalla cena,
tanto lei comunque la cena non la prepara, quindi non c’è nessun
appetito da rovinare.
A differenza delle
altre, incita il proprio figlio ad arrampicarsi sullo scivolo più alto,
non le passa nemmeno per l’anticamera del cervello che potrebbe essere
pericoloso.
Molto spesso rotola
felicemente nella sabbiera, invitando il figlio a provare la sabbia
leccandola, virus e batteri per lei sono esseri sconosciuti.
Il figlio è il classico
“moccioso” non perché sia piccolo, ma perché è eternamente
raffreddato, ha sempre una brutta tosse e alla mamma non le viene mai il
dubbio che ogni tanto potrebbero andare a trovare la pediatra.
“Pediatra??? Cos’è ??? Cura i bambini ??? VERAMENTE ??!”
Intanto però il figlio
è felice perché è l’unico bambino che può correre a piedi nudi nel
parco anche il 12 dicembre, ma è detestato dalla
altre mamme perché rischia sempre di dare dei pessimi esempi.
Domanda: Quando vi
deciderete a comprarvi una scorta di fazzoletti di carta?
Sabi
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