Seguire le Olimpiadi di Rio con i propri figli: ecco perché

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Seguire le Olimpiadi di Rio de Janeiro in compagnia dei propri figli è un gran bel modo per avvicinare i piccoli di casa allo sport e a tutto ciò che questo presuppone in termini di sforzo fisico, di sacrificio, di lealtà verso le regole e di rispetto nei confronti dell’avversario. E che dire per quel che riguarda il valore della costanza, l’importanza di mantenere una certa determinazione per il raggiungimento dei risultati, il concetto di saper accettare le sconfitte e di avere più autostima a seguito dell’ottenimento di una vittoria?

Secondo il responsabile di Medicina dello Sport dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Attilio Turchetta, “guardare in tv i Giochi Olimpici può rivelarsi una bellissima maniera per scoprire lo sport nella sua accezione più divertente e spettacolare, e un modo utile per scegliere in famiglia eventuali nuove attività da praticare”. Il professor Turchetta è convinto non solo del fatto che le Olimpiadi rappresentino un’opportunità per stimolare i membri della famiglia – così come i bambini – a darsi a nuove attività sportive, ma che siano anche l’occasione ideale per conoscere discipline ancora poco note che però potrebbero stuzzicarci: oltre il solito calcio, oltre il basket e la pallavolo, insomma, c’è molto ma molto di più.

C’è tutto un mondo da scoprire all’interno del quale confluiscono sport tanto diversi tra loro da riuscire ad accontentare praticamente tutte le esigenze, persino quelle un po’ più particolari! Spesso e volentieri, infatti, noi genitori siamo indotti a fare pressioni sui nostri figli in merito a quale sport praticare. E invece no: con le Olimpiadi hanno loro l’occasione giusta per scegliere la disciplina che più li attira e li diverte! Sono loro che tornano al centro dell’attenzione e, finalmente, è il loro il volere che conta per davvero.

Ovviamente tutto ciò va commisurato a determinati limiti, perché ci sono delle discipline adatte solo a determinate fasce d’età. Per scherma, tuffi e volley per esempio è consigliabile attendere i 9-10 anni, per cui fino agli 8 anni è molto meglio prediligere attività un po’ più leggere che siano anche solo mirate al concetto del “muovere il corpo nello spazio”.

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