Esame di terza media, cambia tutto (o quasi): guida alle novità

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La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha messo la firma finale, per cui ora è ufficiale: l’esame di terza media non sarà più quello di prima. Le nuove regole entreranno in vigore già a partire dal 2018 e faranno sì che a cambiare, oltre alle modalità con cui si svolgeranno le prove, siano anche le modalità di ammissione all’esame stesso.

Le prove scritte intanto tornano ad esser tre, cioè italiano, matematica e lingua straniera. Per quanto riguarda la prova di lingua inglese c’è da dire che verrà strutturata in due parti: la prima consisterà in un questionario a risposta multipla o a domande aperte riguardante la comprensione del testo, mentre la seconda parte della prova riguarderà il completamento di un testo o la sua totale rielaborazione. Il tutto sarà poi seguito da un colloquio finale.

Uno dei maggiori cambiamenti riguarda il sistema di valutazione. Le nuove regole mettono al centro tutto il processo formativo in maniera tale che venga dato risalto al percorso che è stato fatto nel corso dei tre anni. Sarà comunque il collegio dei docenti a definire criteri e modalità di valutazione sia dal punto di vista dell’apprendimento che dal punto di vista del comportamento (questi stessi criteri saranno quindi resi pubblici e inseriti nel Pof).

La valutazione del comportamento non sarà più espressa in termini decimali ma sotto forma di giudizio sintetico che permetterà di capire meglio la situazione di ciascun ragazzo, ed in ogni caso un voto di comportamento inferiore a 6/10 non pregiudicherà più l’accesso alla classe successiva.

Per quanto riguarda le prove scritte, il profilo degli studenti e i traguardi di sviluppo delle competenze (definiti chiaramente nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo) avranno un peso maggiore rispetto al passato. Il colloquio invece sarà finalizzato a valutare il livello delle conoscenze, delle abilità e delle competenze, con una spiccata attenzione all’argomentazione e allo sviluppo di un pensiero critico e riflessivo (che quindi chiede un salto di qualità in più rispetto al semplice collegamento fra discipline).

Il voto finale sarà quindi una media aritmetica del voto di ammissione, della media dei voti delle prove scritte e del voto uscito dal colloquio. Eventualmente potrebbe anche essere assegnata la lode. Infine, un capitolo è dedicato agli alunni con disabilità: in questo caso il decreto stabilisce che venga riservata loro una particolare attenzione, specie a chi ha disturbi specifici dell’apprendimento che necessita di tempi adeguati, e di sussidi e strumenti necessari per poter svolgere le prove d’Esame.

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