Come spiegare la morte a un bambino

morte

Ci può essere molta paura nel discutere il concetto di morte con i bambini: cosa bisognerebbe dire? Come reagiranno? Secondo alcuni psicologi infantili, i bambini possono uscirne fuori se gli viene detta la verità in modo adeguato in base all’età. Ma l’evento deve essere descritto in termini semplici poiché i bambini sono molto concreti nel loro modo di pensare, quindi gli eufemismi che ammorbidiscono l’evento per tutti gli adulti rendono invece molto confuso il bambino.

Bisogna cercare di essere chiare e concise. Se qualcuno soffre di una malattia come il cancro, ad esempio, è importante dargli un nome altrimenti, ogni volta che qualcuno si ammala, un bambino potrebbe credere che anche quella persona morirà. Rassicurare i bambini che la maggior parte delle persone vive una vita abbastanza lunga, ma che a volte qualcuno è così gravemente ferito o così tanto malato che il suo corpo smette di funzionare.

Gli psicologi suggeriscono di dire qualcosa del tipo: “La nonna ha il cancro, che è una malattia che rende le parti del corpo troppo danneggiate per funzionare al meglio. E quando alcune parti del corpo smettono di funzionare, allora la persona muore. Ciò significa che il loro corpo non funziona più, non sentono dolore, non hanno fame, non possono vedere, non possono sentire, non sentono e non ritornano più”. Poiché molti bambini pensano che il corpo vada dal collo in giù, bisogna essere chiare quando si parla di intero corpo. Alcuni bambini immaginano un corpo senza testa: ecco come possono essere concreti nel loro modo di pensare.

In caso di morte per suicidio, bisogna applicare lo stesso principio, ossia mantenere le cose più semplici possibili: “Il papà si sentiva molto triste e senza speranza, e a volte quando le persone si sentono tristi e senza speranza, fanno qualcosa per far smettere di funzionare il loro corpo e muoiono”.

I bambini possono iniziare a preoccuparsi di chi altro potrebbe morire. Mai promettere di non morirai mai; invece, ricordare loro che si vuole essere lì per prendersi cura di loro, e che ci sarà sempre qualcuno che li amerà e che si prenderà cura di loro.

Rispondere alle domande man mano che si presentano, poiché potrebbe implicare diverse cose, da come la persona è morta agli aspetti spirituali della morte. Bisogna fare attenzione ad usare un linguaggio adatto all’età e di evitare di sopraffarli con troppe informazioni contemporaneamente.

Naturalmente, è impossibile avere tutte le risposte pronte, ma l’importante è essere oneste e dire soltanto ciò che si conosce. Spesso le preoccupazioni dei bambini cadono in ciò che i consulenti chiamano 4C: l’ho causato? Posso rimediare? Avrei potuto curarla? Chi si prenderà cura di me? Rassicurare il bambino che non è colpa di nessuno.

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