La fontanella del neonato

fontanella

Il bambino appena nato è uno degli esseri più delicati che ci siano. A differenza di quanto accade nei cuccioli degli altri animali, nel caso dell’uomo i primi mesi sono difficili: il neonato è infatti fragile e totalmente incapace di badare a sé stesso, con parti del corpo che devono essere trattate con estrema cautela.

Una di queste è la testa in quanto, come ben si sa, lo sviluppo della scatola cranica si completa dopo la nascita. Le ossa del cranio dei bimbi sono separate da linee dette suture che si incontrano in punti dove sono presenti delle membrane flessibili, le cosiddette fontanelle. Ecco qualche informazione in più sulla fontanella nel neonato.

Fontanella nel neonato: ecco a cosa serve

Parlare di fontanella nel neonato è per certi versi un errore: risulta più corretto parlare al plurale, in quanto le fontanelle possono essere ben più di una, e raggiungere anche il numero di otto. Come abbiamo appena specificato, si tratta di zone coperte da una membrana fibrosa e flessibile, essenziale perché il cranio abbia la giusta elasticità per il transito nel canale del parto. Le fontanelle sono anche fondamentali perché il cervello abbia modo di svilupparsi sfruttando tutto lo spazio possibile. Come già ricordato, possono essere più di una, per la precisione da sei a otto. Le fontanelle più importanti sono però due, quella anteriore e quella posteriore. Vediamo assieme qualche informazione in più in merito.

Fontanella nel neonato: ecco le due più importanti

Quando si parla di fontanelle nel neonato si inquadrano come più importanti la fontanella anteriore e la fontanella posteriore. Dove sono situate? Si trovano entrambe sulla linea mediana del cranio. La fontanella anteriore ha una larghezza di circa 5 cm e si trova sulla sommità del cranio. Risulta facilmente identificabile al tatto e si chiude attorno al compimento del 18° mese del bimbo. La fontanella posteriore, invece, si trova nella zona posteriore della testa. La sua larghezza è minore e si aggira attorno all’1,5 cm. Per questo motivo può non essere facilissimo individuarla al tatto. Importante è sapere che si chiude attorno al compimento dell’8° settimana.

Fontanella nel neonato: qualche consiglio pratico

Le fontanelle nel neonato sono delle parti estremamente delicate, che devono essere trattate con cautela. Alle mamme in procinto di partorire vengono fornite tutte le indicazioni più utili per non sbagliare in questo processo, e tutto il resto viene fatto dall’istinto, che porta la maggior parte delle genitrici a eseguire in maniera innata quei movimenti che permettono un buon livello di protezione dei propri piccoli. Ricordarsi questo è importantissimo, ma è altrettanto rilevante aver presente che, per via della sua flessibilità, la fontanella preserva il cranio del bimbo dai colpi, attutendoli continuamente. Per questo motivo è necessario mettere da parte molte delle paure immotivate che accompagnano i primi mesi dei bimbi: la fontanella del neonato non è intoccabile, basta fare attenzione e ci si può dedicare senza alcuna preoccupazione alla cura quotidiana della capigliatura del proprio bimbo.

Fontanella nel neonato: perché è importante controllarla

La fontanella nel neonato deve essere controllata periodicamente dal pediatra. Le mamme non devono preoccuparsi se vedono pulsare soprattutto quella anteriore: si tratta di una situazione assolutamente normale, le cui caratteristiche devono però essere indagate da chi ha la formazione medica adatta a comprendere anche il più piccolo cambiamento.

La  corretta chiusura della fontanella è fondamentale per lo sviluppo del bambino, così come tutto quello che concerne la sua consistenza. Ogni volta che il bimbo di pochi mesi si ammala è fondamentale che il pediatra controlli le fontanelle, che possono lanciare dei segnali specifici (l’abbassamento in concomitanza con la febbre può per esempio indicare uno stato di disidratazione). In generale la chiusura tardiva non deve preoccupare, mentre quella precoce può compromettere lo sviluppo del cranio, rendendo necessario un intervento di natura chirurgica.

Idrocefalia e rachitismo sono solo alcune delle patologie connesse alla chiusura anomala della fontanella: alle mamme basta tenere tutto sotto controllo e comunicare efficacemente con il pediatra di famiglia per evitare questi problemi, assicurando a sé stesse un ottimo livello di tranquillità, e ai bimbi una crescita armoniosa e serena.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi